La Forma dell’Acqua, un trionfo da Oscar

La Forma dell’Acqua, un trionfo da Oscar

Va a La Forma dell’Acqua il Premio Oscar 2018 per la miglior scenografia, per le atmosfere di una favola moderna e politicamente corretta

Si è tenuta lo scorso 4 marzo la notte degli Oscar 2018. Tanti vincitori, più o meno scontati, tra cui La Forma dell’Acqua di Guillermo del Toro, che ha portato a casa ben quattro statuette. Oltre al trionfo per la miglior regia, i premi vinti sono stati miglior film, miglior colonna sonora originale e miglior scenografia. In quest’ultima sezione ha ottenuto la vittoria sbaragliando una concorrenza estremamente agguerrita.

Dettagli di scenografia in La Forma dell'Acqua

Il regista messicano, già famoso per lo spettrale Il Labirinto del Fauno ed i fantascientifici Hellboy e Pacific Rim, racconta stavolta una favola moderna, contro la paura della diversità. Le scenografie di Paul Denham Austerberry e dei set decorator Shane Vieau e Jeff Melvin presentano atmosfere retrò, tra gotico e fantasy, in pieno stile anni ’60, in modo estremamente dettagliato. Atmosfere che richiamano alla memoria film come Delicatessen o La Città perduta di Marc Caro, Brazil di Terry Gilliam o altre pellicole surreali o d’essai.

Il tutto sembra infatti una dimensione parallela, alternativa, surreale, totalmente sconnessa col mondo che viviamo. Tra elementi che vanno dal grottesco all’ironico, la scenografia de La Forma dell’Acqua lascia increduli, ma ci fa immergere a pieno nella storia. Immergere nel vero e proprio senso della parola, visto che l’acqua, oltre a far parte del titolo, è l’elemento cardine del film stesso.

Contro l’odio e la paura del diverso, tra riflessione e commozione

Eliza vede la creatura per la prima volta ne La Forma dell'Acqua

La storia, che ricorda in un certo modo quella de La Bella e la Bestia, ha come protagonista Eliza, un’inserviente muta che stringe un rapporto affettuoso con una sventurata e misteriosa creatura acquatica. Cavia da esperimento, la creatura è prigioniera in un laboratorio di un’America in estremo conflitto con la Russia, nel pieno della guerra fredda.

Nel cast un’ineccepibile Sally Hawkins, ‘principessa senza voce‘ che senza aprire bocca affascina e incanta, uno spietato Michael Shannon probabilmente in uno dei migliori ruoli della sua carriera, un’ironica quanto remissiva Octavia Spencer (già vista ne Il Diritto di Contare) ed un saggio e squattrinato Richard Jenkins. Tuttavia, la protagonista tra tutti questi nomi è la creatura: un aspetto minaccioso, che ricorda quello de Il Mostro della Laguna nera ma che, tra l’ingenuità infantile e l’istinto animale, svela sentimenti veri e reali.

La scenografia del laboratorio ne La Forma dell'Acqua

Il capolavoro di Guillermo del Toro è un risultato fatto di atmosfere dark difficile, ostico, spaventoso ed emozionante, mai banale e mai scontato. Tra rabbia, incredulità e commozione, è un film che merita di essere visto e rivisto, non solo dagli amanti del genere.

E voi avete già avuto l’onore di vederlo? Che opinioni ve ne siete fatti? Fateci sapere, come sempre, attraverso un commento. Vi aspettiamo!

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Festa della Donna, 5 film per celebrarla

Festa della Donna, 5 film per celebrarla

in occasione della Festa della Donna ecco 5 film che valorizzano forza, determinatezza e sentimento della figura femminile

Oggi, 8 marzo, è la Festa della Donna, ricorrenza internazionale in onore della figura femminile. Eccetto false credenze e fatti storici in concomitanza, non vi è una ragione particolarmente chiara attorno a questa celebrazione, è però a conti fatti un invito al riscatto, all’emancipazione e all’indipendenza della donna. Non a caso, purtroppo, anche ora nel 2018 la differenza tra uomo e donna, nel lavoro come nella vita di tutti i giorni, è infatti ancora assai pronunciata.

Seguendo la scia di classifiche e numeri delle occasioni speciali, noi di Rental Film Industry oggi vi presentiamo 5 film per dare valore alla Festa della Donna. Ecco a voi 5 film che danno forza, determinatezza, sentimento alla figura femminile:

Il Diritto di contare

Storia vera della scienziata, fisica e matematica Katherine Johnson. Sfidando gli stereotipi di genere e di razza la Johnson, assieme alle colleghe Dorothy Vaughan e Mary Jackson, diede un contributo fondamentale alla missione dell’Apollo 11. Il film è interpretato da Taraij P.Hanson, Octavia Spencer e Janelle Monae, nel cast figura anche Kirsten Dunst.

Agorà

Storia reale (seppur in parte romanzata) della filosofa e matematica Ipazia d’Alessandria. Ipazia sfida la violenza e la persecuzione dei cristiani verso i pagani, lottando per salvare la cultura e la saggezza del mondo antico mostrando infatti l’evoluzione della civiltà e della libertà di espressione. Nel cast Rachel Weisz e Oscar Isaac.

Erin Brockovich – forte come la verità

Ritratto di Erin Brockovich, attivista realmente vivente che lotta per il bene della sua città. 1993, la segretaria Erin, madre divorziata in difficoltà economiche, dedice di indagare e trovare prove contro la Pacific Gas and Electric Company, società che ha contaminato le falde acquifere della sua città Hinkley, in California. L’attivista è interpretata da una rabbiosa e straordinaria Julia Roberts. Nel cast anche Albert Finney e Aaron Eckhart.

Easy Girl

Pellicola adolescenziale parzialmente ispirata a La Lettera scarlatta, ironica, scherzosa ma che fa anche pensare. Per evitare un weekend in campeggio con la sua amica, la giovanissima Olive inventa la scusa che passerà quel weekend con un ragazzo. Tuttavia, per una serie di incomprensioni, sebbene sia stata da sola, si vocifera che Olive abbia perso la verginità proprio in quei giorni. Tale bugia diverrà argomento di discussione e malelingue in tutta la scuola, distruggendo la reputazione della ragazza. Ad interpetare Olive è una magnifica Emma Stone. Nel cast ci sono anche Stanley Tucci e Malcolm McDowell.

Thelma & Louise

Nell’immaginario collettivo il film che rappresenta a pieno la libertà femminile. Insoddisfatte della loro vita sentimentale, le due amiche Thelma e Louise decidono di trascorrere un weekend in montagna, partendo con la loro decappottabile. Tuttavia, dopo l’omicidio di un uomo che aveva tentato di corteggiare e poi violentare Thelma, le due sono costrette a fuggire verso il Messico. Geena Davis e Susan Sarandon sono le protagoniste di questo film che accentua il conflitto di genere, ma nel cast ci sono anche Harvey Keitel, Brad Pitt e Michael Madsen.

Questa la nostra top 5 per la Festa della Donna, per valorizzare il gentilsesso, oggi, come negli altri 364 giorni dell’anno. Conoscete altri film che mostrano a pieno le virtù e la forza femminili? Fateci sapere la vostra e dateci qualche suggerimento, come sempre, attraverso un commento qui sotto, vi aspettiamo!

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Dante Ferretti, 75 anni tra cinema e scenografie

Dante Ferretti, 75 anni tra cinema e scenografie

Omaggio a Dante Ferretti in occasione dei suoi 75 anni, ripercorrendo la strada dei suoi più grandi lavori

In occasione dei suoi 75 anni da poco compiuti, nella nostra rubrica settimanale noi di Rental Film Industry vogliamo rendere omaggio a Dante Ferretti. Uno dei più celebri scenografi italiani al mondo, grazie alle sue tante collaborazioni hollywoodiane, che gli valsero la vittoria di tre Premi Oscar. Un lavoro straordinario, ma prima ancora una passione, iniziata quando aveva solo 13 anni.

Dante Ferretti nel suo studio, con le foto delle sue scenografie

Dante Ferretti nasce a Macerata il 26 febbraio 1943, figlio di un piccolo mobiliere. Si avvicina prestissimo al mondo del cinema e della scenografia, dopo un’esperienza fallimentare all’Istituto d’Arte. Proprio per questo, dopo le scuole si trasferisce a Roma con i fratelli dove frequenta l’Accademia delle Belle Arti. Inizia poi a svolgere alcuni lavori come assistente scenografo, anche al fianco di Luigi Scaccianoce.

Ci capivamo molto bene, ci siamo sempre dati del lei, lui mi accennava appena qualcosa e io capivo e poi realizzavo.

 

Dante Ferretti, parlando di Luigi Scaccianoce

Sarà questo ad aprirgli la strada verso collaborazioni con Pier Paolo Pasolini, Marco Bellocchio, Franco Zeffirelli e Luigi Comencini. Collaborazione degna di nota quella con Federico Fellini, che lo volle al suo fianco per le scenografie di ben cinque film: da Prova d’orchestra del 1979 fino a La voce della luna del 1990, ultimo film del regista.

Anni ’80, Ferretti all’estero e la produzione di Hollywood

Verso la metà degli anni ’80 si sposta all’estero, dove viene consacrato come esponente di spicco della scenografia internazionale. In queste esperienze collabora frequentemente con sua moglie Francesca Lo Schiavo, arredatrice di set. Uno dei più importanti lavori realizzati insieme è per Amleto di Franco Zeffirelli, che gli valse la candidatura all’Oscar per la miglior scenografia.

Auguri a Dante Ferretti per i suoi 75 anni

La fama internazionale arriverà grazie alla collaborazione con Martin Scorsese, conosciuto a Cinecittà nel 1980 durante il sodalizio con Fellini. Sue le scenografie di ben otto dei capolavori di Scorsese, tra cui Casino, Kundun, Gangs of New York, e The Aviator, con il quale lui e sua moglie Francesca Lo Schiavo vinsero il Premio Oscar. Malgrado non gli abbia portato alcun premio, è però la scenografia di Gangs of New York, girato a Cinecittà nel 2002, che ha reso la sua figura amata in tutto il mondo.

ogni volta che devo fare un film ambientato in un determinato periodo storico, non copio perché quando uno copia sembra un set cinematografico, invece un po’ come gli attori mi metto nei panni di un architetto di quel periodo.

 

Dante Ferretti

Qual è, in vostra opinione, la miglior scenografia di Ferretti? Avete già visto tutti i film in cui ha dato il suo prezioso contributo? Fateci sapere il vostro pensiero, come al solito, attraverso un commento. Vi aspettiamo!

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San Faustino, 5 film antiamore

San Faustino, 5 film antiamore

Per voi 5 bei film contro l’amore come lo conosciamo, ecco come passare il San Faustino in cinema

Ieri è stato San Valentino, ovvero la festa degli innamorati, mentre oggi 15 febbraio è San Faustino, festa dei single. Una leggenda curiosa dietro questa ricorrenza, che ogni single vive a suo modo, anche con la passione del cinema. Sono molti infatti i film antiamore e, in una variazione sul tema, oggi abbiamo deciso di parlarne. Non siamo nuovi a liste e classifiche, ecco quindi che vi presentiamo alcuni tra i nostri film preferiti che bistrattano l’amore e stravolgono radicalmente il suo significato, mostrandolo nelle sue sfaccettature peggiori. Preparatevi a passare questo San Faustino con le nostre proposte:

La Guerra dei Roses

La coppia formata da Oliver (Michael Douglas) e Barbara (Kathleen Turner) se le da’ di santa ragione e ognuno fa di tutto per distruggere, fisicamente e psicologicamente, il partner. Esattamente ciò a cui si va incontro quando si convive con la compagna o il compagno sbagliati. Situazioni tragicomiche di disagio estremo, che fanno ridere ma anche pensare.

La Schivata

Una produzione francese che tratta il tema della delusione d’amore in adolescenza. Nella scuola di una non precisata località si organizza uno spettacolo teatrale su un’opera di Marivaux. In quest’ultimo la ragazza più bella della scuola ha il ruolo di protagonista femminile, il ragazzo da lei attratto vuole il ruolo da protagonista assieme a lei. Tuttavia, la verità è che lui non sa recitare ed i suoi sentimenti non vengono corrisposti.

500 giorni insieme

Un film romantico, ma per tutti coloro che non vogliono il lieto fine. Pensieri e paranoie di un ragazzo, Tom (Joseph Gordon Lewitt), che ripercorre a ritroso la sua storia con Sole (Zooey Deschanel) per capire cosa sia andato storto e cosa abbia fatto terminare la loro relazione, durata i 500 giorni del titolo. C’è in effetti una morale: se a entrambi piacciono le stesse cose, non è detto che si possa essere per forza anime gemelle.

Eternal Sunshine of the spotless Mind

Tradotto orribilmente e banalmente in italiano con Se mi lasci ti cancello, il film è tutt’altro che orribile o banale. Da un amore straordinario, la relazione tra Joel (Jim Carrey) e Clem (Kate Winslet) va verso il declino per poi finire. Per evitare di soffrire, lei si fa cancellare la memoria grazie ad un esperimento scientifico presso la clinica Lacuna inc. . Scoperto ciò lui fa lo stesso, ma durante il processo si pente e fa di tutto per tornare indietro.

Kramer contro Kramer

Cult degli anni ’70, il film racconta le vicende del doloroso divorzio tra Ted (Dustin Hoffman) e Joanna (Meryl Streep). Una situazione estremamente difficile e delicata, resa ancora più complicata dalla presenza del figlio Billy, che si ritrova a vivere la sua infanzia conteso dai suoi genitori, che fanno di tutto pur di averne la custodia.

Questa è la nostra top 5 per San Faustino. Conoscete altri film che stravolgono il significato di amore come lo conosciamo? Fateci sapere la vostra opinione e suggeritecene altri qualora li conosciate, come al solito, attraverso un commento. Vi aspettiamo!

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Sergei Eisenstein, genio di regia e scenografia

Sergei Eisenstein, genio di regia e scenografia

Un visionario della storia del cinema, Sergei Eisenstein ha cambiato il modo di vedere la settima arte

Uno dei più grandi registi del ventesimo secolo, ma soprattutto uno dei più grandi innovatori. Pochi giorni fa è stato il 120o anniversario della sua nascita, ma chi è stato veramente Sergei Eisenstein? Un visionario, un rivoluzionario del cinema come era conosciuto nei primi del Novecento, grazie alle sue innovative idee di montaggio e di inquadratura.

Sergei Eisenstein all'opera

La composizione dell’immagine, formale e statica, è stata infatti uno dei punti di forza del regista sovietico. Tutto ciò nasce anche dalla sua esperienza di scenografo teatrale, che maturò dal 1918 in poi. Lavorando come organizzatore di spettacoli teatrali itineranti, si specializzò fortemente nel teatro d’agitazione. Proprio traendo ispirazione da quest’ultimo, il suo cinema non ha mai visto attori professionisti nè protagonisti, bensì masse tra confusione e indignazione. Durante la sua esperienza, inoltre non smise mai di ridefinire la sua idea di montaggio e le possibilità espressive.

La Corazzata Potemkin e altri capolavori

Tra i suoi capolavori è impossibile non citare La Linea Generale del 1926 e l’indimenticabile La Corazzata Potemkin dell’anno prima (e reso ancor più famoso da Fantozzi). In entrambi di questi film emergono i temi principali delle sue produzioni: le lotte di classe, la rivoluzione ed il disagio causato dalla guerra. A rafforzare il tutto le sue scenografie che rievocano distruzione e povertà. Le accoglienze al cinema dei film di Sergei Eisenstein furono fredde, complice anche la censura staliniana, ma guadagnarono popolarità nel tempo fino a diventare cult nei giorni di oggi. Altri film invece, purtroppo, vennero distrutti.

La scenografia, lo stile e la tecnica visionaria di Sergei Eisenstein

Film muti, in bianco e nero, con montaggio serrato e teso, per trasmettere emozioni forti allo spettatore. Anche dopo la sua scomparsa, avvenuta l’11 febbraio del 1948 a causa di un arresto cardiaco, la sua fama non ebbe battute di arresto bensì crebbe ancor di più.

E voi conoscete o avete visto qualche film di Sergei Eisenstein? O lo conoscete solo per la battuta ‘La Corazzata Kotiomkin è una cagata pazzesca!‘ di Fantozzi? Qual è la vostra opinione? Fatecelo sapete, come al solito, con un commento, vi aspettiamo!

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Gangs of New York, il set a Cinecittà

Gangs of New York, il set a Cinecittà

Alla scoperta della scenografia di Gangs of New York, il capolavoro di Martin Scorsese, nel cuore di Cinecittà

Correva l’ormai lontano 2001 quando, nel cuore di Cinecittà a Roma, erano in corso le riprese di Gangs of New York. Uno dei più grandi capolavori di Martin Scorsese, con gli straordinari Leonardo di Caprio e Daniel Day Lewis. Una scenografia imponente, pensata dal celeberrimo Dante Ferretti, destinata a rimanere negli annali del cinema di Hollywood. Un set blindato, che all’epoca fece impazzire giornalisti e paparazzi.

I palazzi della scenografia di Gangs of New York, a Cinecittà, nel quartiere Tuscolano di Roma

Unendo tradizione e tecnologia, la New York del 1846 venne interamente ricostruita nei Cinecittà Studios di Roma, tra i palazzoni del quartiere Tuscolano. E’ proprio qui che prendono vita i Five Points, uno dei quartieri più disagiati della città, tra prostituzione, crimine e gioco d’azzardo. Secondo una leggenda, alquanto verosimile, i preparativi per questa scenografia diedero lavoro ad un numero imprecisato di persone. Addetti alla costruzione e figuranti fecero uno sforzo eclatante, complice anche la lunga durata delle riprese, che sforarono gli iniziali tempi di produzione. Tuttavia, il risultato è stato sorprendente, tra repliche create su misura ed edifici già presenti nella zona.

Gangs of New York, dietro la scenografia

Tre ambienti chiusi, diversi tra loro, per i quali Ferretti e la sua squadra hanno lavorato a pieno ritmo. Falegnami, decoratori e altre figure hanno infatti dato vita, in circa 10 settimane, al celebre birrificio, all’affollata birreria, e al Satan Club, quel posto misterioso tra fumeria e palestra. Una somiglianza a colpo d’occhio, quella di Gangs of New York, con le scenografie di C’era una volta in America di Sergio Leone.

Alla scoperta delle scenografie di Gangs of New York, di Martin Scorsese

E sullo sfondo anche la diatriba a tema scenografico tra Scorsese e Ferretti, per via dello smontaggio in eccessivo ritardo di un altro gioiello del cinema, Concorrenza Sleale di Ettore Scola. Non solo scenografie a conti fatti, ma una storia non poco travagliata, tra i ‘capricci’ degli attori ed eventi vari, di un lavoro fatto di riprese e stop continui. E tutto ciò valse la candidatura a 10 Oscar, tra cui anche migliore scenografia a Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo.

Senza dubbio un film destinato a rimanere nella storia del cinema, tra le tante cose grazie anche alla sua maestosa location, Gangs of New York ha fatto parlare molto di sè. Oggi, a distanza di 15 anni dalla sua uscita nelle sale italiane, lo fa ancora. E voi cosa ne pensate? Avete visto il film? E il set invece, lo avete già visitato? Fateci sapere la vostra opinione, come solito, attraverso un commento, vi aspettiamo!

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